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Razionale

Sindrome da overcrescita batterica nel tenue
Sindrome da permeabilità intestinale nel tenue

Maldigestione e malassorbimento – SIBO – Disbiosi – LGS.

Per maldigestione si intende l’alterazione dei processi enzimatici che consentono l’assimilazione dei nutrienti.
Per esempio se un pancreas non produce enzimi (cfr pancreatite cronica), allora la digestione del cibo sarà insufficiente. Tra le possibili cause di tale condizione figurano, infatti, le malattie pancreatiche con deficit di enzimi pancreatici, ma anche la sindrome di Zollinger Ellison, condizione in cui si ha un’eccessiva produzione di acido cloridrico, la sindrome postgastrectomia, in cui salta la fase digestiva gastrica, il deficit di sali biliari da epatopatie o colestasi, per es. nel paziente cirrotico o con colangite sclerosante o altre condizione di ostruzione delle vie biliari e di colestasi intraepatica, la deconiugazione dei sali biliari da sovraccrescita batterica (per stenosi intestinali, diverticoli, ansa cieca, sclerodermia, pseudostruzione).Per malassorbimento, che può coesistere anche con una maldigestione, si intende invece una riduzione dell'assorbimento netto di uno (selettivo) o più nutrienti (globale). Un esempio tipico di malassorbimento selettivo è quello dell'intolleranza al lattosio, conseguente al deficit primitivo acquisito o reversibile dell'enzima lattasi-florizin-idrolasi che si trova in sede apicale (orletto a spazzola) della membrana dell'enterocita. I sintomi clinici principali includono gonfiore, crampi addominali, flatulenza e diarrea e sono dovuti all'effetto osmotico del lattosio e dei suoi metaboliti presenti nel lume intestinale e ai gas (H2 e CO2) prodotti dalla fermentazione batterica del lattosio stesso. La severità dei sintomi dipende dal carico di lattosio ingerito e dalla capacità del colon di assorbire gli acidi grassi a corta catena (SCFA) prodotti dalla fermentazione batterica dello zucchero.



Altri esempi di malassorbimento selettivo comprendono l'intolleranza al fruttosio e il malassorbimento ileale di acidi biliari in pazienti con resezioni, interventi di bypass o gravi patologie dell'ileo (es, morbo di Crohn). Più frequentemente il malassorbimento è però globale: i segni e i sintomi clinici (intestinali ed extraintestinali) dipendono strettamente dai nutrienti malassorbiti. Le patologie in cui si realizza un quadro di malassorbimento globale sono numerose, tra esse figurano la malattia celiaca, la sprue tropicale, il morbo di Whipple, la sindrome da contaminazione batterica, la sindrome dell'intestino corto, le parassitosi intestinali, le enteriti eosinofile, il linfoma, la linfangectasia intestinale, le malattie infiammatorie intestinali.

Malassorbimento da disordini premucosi o luminali: l'esempio tipico è rappresentato dalla sindrome da contaminazione batterica del tenue (bacterial overgrowth syndrome).

SIBO

SIBO è l’acronimo di Small Intestinal Bacterial Overgrowth, Sovracrescita Batterica dell’Intestino Tenue, una particolare forma di disbiosi intestinale determinata da una abnorme proliferazione di batteri anaerobi nei tratti alti dell’intestino tenue. Oggi la SIBO, anche se non sempre viene diagnosticata, è considerata una delle cause principali di alcune malattie croniche non solo dell’intestino, ma anche di altri apparati. I batteri intestinali normalmente vivono in simbiosi con l’organismo umano svolgendo importanti funzioni difensive sintetiche ( vitamine) e depurative , in tal caso si tratta di eubiosi. Il loro metabolismo è importante per l’ospite, altrimenti insorge l’infiammazione, ossia la disbiosi. Se poi il numero dei batteri cresce fino ad almeno 105 unità formanti colonie, si ha l’invasione dell’intestino tenue e si parla di SIBO. I sintomi della SIBO sono variabili per tipo ed entità e vanno dal meteorismo alla costipazione o diarrea, al malassorbimento con dolore addominale ricorrente, ma spesso la sindrome è asintomatica o oligosintomatica, perciò non sempre riconosciuta. La fermentazione dei carboidrati, in particolare, produce gas, provoca la putrefazione delle proteine con produzione di ammine vasoattive, per esempio: istamina dall’istidina, tiramina dalla tirosina, cadaverina dalla lisina. Queste ammine vaso-attive aumentano la permeabilità intestinale, diminuiscono la motilità della muscolatura liscia ed inducono il dolore. Qualunque sia la causa, sta di fatto che questa superproduzione batterica col tempo genera uno stato infiammatorio cronico che richiama a livello della parete intestinale tutte le cellule atte a riparare il danno che l’infiammazione crea: i linfociti, i mastociti che liberano istamina ( responsabile della diarrea acquosa ), prostaglandine e citochine.

Sintomi e segni di malassorbimento e rispettivo background fisiopatologico.

La sindrome è associata a sintomi addominali aspecifici e cattiva assimilazione dei nutrienti, tra cui cobalamina (vitamina B12), lipidi, carboidrati e proteine. In generale, il malassorbimento in questa patologia può essere attribuito agli effetti intraluminali dei batteri in replicazione, che si esplicano in una diminuita attività delle disaccaridasi, ridotto trasporto di aminoacidi, monosaccaridi e acidi grassi ed enteropatia protidodisperdente. I batteri utilizzano competitivamente la cobalamina introdotta con la dieta, così che non è disponibile in quantità sufficienti per l'assorbimento da parte dell'ospite. Questi stessi batteri sintetizzano acido folico e lo liberano nel lume del tenue da dove viene assorbito, per cui i pazienti hanno raramente un deficit di folati. II malassorbimento lipidico (steatorrea) è una conseguenza della deconiugazione batterica dei sali biliari con rilascio di acidi biliari liberi che sono prontamente assorbiti dal digiuno, impedendo così la normale formazione di micelle miste di lipidi e sali biliari e dunque l'assorbimento dei grassi. Il malassorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) può verificarsi come conseguenza del malassorbimento lipidico. Infine sono caratteristici di questa sindrome anche il malassorbimento di carboidrati e di proteine. Il primo si verifica per degradazione batterica intraluminale degli zuccheri e danno funzionale delle disaccaridasi dell'orletto a spazzola della mucosa del tenue; il secondo consegue alla combinazione di un alterato assorbimento degli aminoacidi e un utilizzo delle proteine assunte con la dieta da parte dei batteri.



Quali sono le conseguenze?

I germi proteolitici aggrediscono le proteine putrefacendole e causando la formazione delle ammine biogene. Quando tali batteri rimangono nel colon l’intestino non riesce a scomporre le proteine ed assimilarle.

Se non ristabiliamo l’equilibrio della flora intestinale, avviene un costante incremento sia delle specie saccarolitiche che proteolitiche (più mangiamo e più esse si sviluppano).

  • Sintomi gastrointestinali
    Diarrea: attività osmotica di carboidrati o di acidi grassi a catena corta oppure per attività secretoria di acidi biliari e acidi grassi
    Distensione addominale, flatulenza: Riduzione della superficie assorbente oppure produzione batterica di gas a partire dai carboidrati nel colon o nella contaminazione batterica del tenue
    Dolore: dovuto a meteorismo
    Ascite: perdita proteica o malassorbimento
    Fetore alito e/o feci: malassorbimento proteico o perdita intestinale di proteine
  • Sintomi muscoloscheletrici
    Tetania, debolezza muscolare, parestesia: Malassorbimento di vitamina D, calcio, magnesio e fosforo
    Dolore osseo, osteomalacia, fratture: deficit di proteine, calcio o vitamina D
  • Sintomi di cute e mucose
    Facilità a lividi, ecchimosi, petecchie: deficit di vitamina K e C
    Glossite, cheilosi, stomatite: deficit del complesso vitaminico B, C, folati e ferro
    Edema: perdita proteica o malassorbimento
    Acrodermatite, dermatite squamosa: deficit di zinco o acidi grassi essenziali
    Ipercheratosi follicolare: deficit di vitamina A
    Dermatite iperpigmentata: deficit di niacina
    Unghie sottili con deformazione a cucchiaio: deficit di ferro
    Dita a bacchetta di tamburo: grave malassorbimento di nutrienti
  • Altri sintomi
    Calo ponderale, iperfagia: malassorbimento di nutrienti
    Anemia: deficit di ferro, folati o vitamina B12
    Nefrolitiasi: aumentato assorbimento colico di ossalati
    Amenorrea, impotenza, infertilità: multifattoriale (inclusi malassorbimento proteico, anemia)
    Cecità notturna, xeroftalmia: deficit di vitamina A
    Neuropatia periferica: deficit di vitamina B12
    Stanchezza, fatica, debolezza: deplezione calorica, deficit di ferro e folati, anemia

La disbiosi

L’alterazione della composizione della flora batterica intestinale si chiama disbiosi e può indurre importanti squilibri funzionali. L’intestino assolve al compito di completare la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e dell’acqua, di eliminare gli scarti e le scorie e di collaborare al buon funzionamento del sistema immunitario.

Tuttavia, lo stile di vita, l’industrializzazione della preparazione dei cibi, la qualità ambientale, le metodologie di produzione alimentare e le abitudini individuali sono mutate repentinamente, insieme ad un inquinamento divenuto incontrollabile dovuto a: pesticidi, conservanti, coloranti e additivi vari negli alimenti, metalli pesanti nei cibi e nelle amalgame dentarie, abuso di antiacidi e lassativi, uso indiscriminato di antibiotici e ormoni somministrati agli animali che poi arrivano sulla nostra tavola.

In queste condizioni, il delicato equilibrio della flora batterica intestinale può essere facilmente compromesso con conseguenze che limitano lo stato di forma fisica e psichica.

Anche gli squilibri alimentari, dovuti a diete eccessivamente ricche di carboidrati raffinati e/o di proteine animali favoriscono lo sviluppo di una flora batterica prevalentemente putrefattiva o fermentativa con incremento della presenza di germi patogeni che causano meteorismo, gonfiori e gas intestinali, oltre a malesseri come mal di testa, nervosismo, nausea, scarso appetito, ecc…

Importante è anche la relazione tra disbiosi e intolleranze alimentari perché sono due fattori che si alimentano entrambi, sviluppando un circolo vizioso che aggrava sempre di più i meccanismi difensivi dell’organismo.

La salute della flora intestinale è essenziale non solo per il buon funzionamento dell’intestino, ma anche per rafforzare le naturali difese dell’organismo contro l’invasione di virus e batteri.
I diversi apparati dell’organismo ricoperti da mucose sono collegati tra loro da un network immunitario che mette in stretta comunicazione organi distanti tra loro e non funzionalmente correlati.
Queste superfici ricoperte da mucose sono accumunate dalla presenza di cellule linfonoidi facenti parte del sistema definito MALT (Mucose Associated Lymphoid Tissue, tessuto linfoide associato alla mucosa), diffuso nelle mucose uro-genitali, nella tiroide, nei polmoni, negli occhi, nella pelle e nel tratto gastrointestinale che con i suoi 300 mq di superficie è il distretto più importante del MALT (costituisce il GALT, tessuto linfoide associato all’intestino).
Di conseguenza, uno stato di disbiosi intestinale compromente la funzionalità di tutte le mucose del MALT. Ecco perché la disbiosi compromette il funzionamento del sistema immunitario e favorisce patologie a carico del sistema uro-genitale (cistiti, spesso ricorrenti), del sistema respiratorio (rinofaringiti, tonsilliti, sinusiti e infezioni catarrali ricorrenti), di occhi (congiuntiviti) e pelle (eczemi, dermatiti).

La permeabilità intestinale (Leaky Gut Sindrome)

La Leaky Gut Sindrome, tradotto letteralmente Sindrome dell’Intestino Sgocciolante, è l’effetto diretto provocato all’intestino dalla disbiosi intestinale e dalla Sibo. La superficie dell’intestino (circa 400 mq) è formata di cellule (enterociti) legate tra loro, tramite delle giunzioni dette desmosomi (che si legano ai citoscheletri delle cellule). Questo tessuto protetto dal muco, impedisce alle sostanze presenti nell’intestino, di raggiungere direttamente il sangue (senza passare tramite i villi). Purtroppo però lo stato d’infiammazione cronico causato dalla disbiosi intestinale e dalla Sibo, riduce lo strato di muco e rompe tale legame, aprendo delle fessure tra le varie cellule e rendendo permeabile la superfice dell’intestino. In questo modo i macro nutrienti non ancora digeriti e le sostanze nocive, possono entrare direttamente nel flusso sanguigno.



L’infiammazione è dovuta alla putrefazione delle proteine (ammine nocive), alla produzione dei materiali di scarto da parte dei batteri e funghi, dallo scontro continuo tra le cellule di difesa (linfociti e altri) ed i batteri fermentativi.

Aumento della produzione di ammine biogene

Un altro problema che deriva dall’invasione batterica dell’intestino tenue è la produzione di ammine biogene, ovvero di sostanze prodotte dalla putrefazione delle proteine. Quando si compra del pesce e non lo si consuma in fretta ci si accorge che incomincia ad emanare un odore sgradevole. Lo stesso accade anche con la carne che incomincia ad assumere un colore marroncino. Ebbene ciò accade perché i batteri degradano le proteine ed il loro effetto è la produzione di ammine biogene. Le più importanti sono la putrescina, la cadaverina, la spermidina e l’istamina e derivano tutte dalla degradazione di diversi amminoacidi. Purtroppo quando siamo in presenta di fenomeni di Leaky Gut Syndrome o della Overgrowth Syndrome dell’intestino o semplicemente di disbiosi intestinale, s’incrementa la produzione di ammine che attivano il sistema immunitario locale del tipo Th2, aumentando lo stato infiammatorio dell’intestino. Inoltre l’istamina e le altre ammine vengono riversate nel torrente sanguigno, prima che l’enzima Dao (diaminossidasi) e gli altri enzimi specifici preposti alla loro inattivazione, possano agire.


Malattie e conseguenze

L’attraversamento di particelle alimentari non digerite, unite a consistenti quantità di ammine biogene nel flusso sanguigno, attiva i linfociti Th2, i quali considerano tali particelle alla stregua di batteri, innescando così la risposta immunitaria. L’eccessiva e costante presenza nel sangue di un determinato peptide (composto di aminoacidi) e di istamina (e relativi anticorpi Ige), può far ritenere al nostro sistema immunitario che sia in atto un’invasione batterica molto forte. Per evitare nuove e successive invasioni, il sistema immunitario programma dei linfociti per la distruzione di massa di quella determinata molecola, al suo nuovo apparire. Per tale motivo diventiamo intolleranti o addirittura allergici ad alcuni alimenti. L’intolleranza più grave è quella nei confronti del glutine (proteina dei farinacei), che coinvolge l’1% della popolazione (non sappiamo cosa fa al 99% dei restanti), rappresentata nella celiachia (malattia che può causare la morte). La permeabilità intestinale è la diretta conseguenza di malattie che aggravano il delicato sistema della flora batterica dell’intestino, quali il Morbo di Crohn, la sindrome del colon irritabile, colite ulcerosa e la diverticolite, che insieme alla permeabilità intestinale, sono i precursori delle seguenti patologie: malattie allergiche, psoriasi, asma, eczema, Alzheimer, artrite reumatoide, ogni tipo di cancro, fibromialgia, cefalee. Inoltre tale stato infiammatorio comporta un aumento della produzione di cortisolo, di radicali liberi e non ultimo, un malassorbimento dei macronutrienti (proteine e glucidi), dei micronutrienti (vitamine e sali minerali) ed una diminuzione delle vitamine prodotte dall’intestino (complesso B e K).



Accadeva tanti anni fa nel nostro intestino

La frutta e la verdura contengono i Fos (fibre solubili), che dovrebbero giungere inalterati nel colon per poi essere degradati da batteri come i lattobacilli eterofermentanti obbligati. Mentre il saccarosio ed il fruttosio (zuccheri della frutta) vengono assimilati facilmente delle cellule enterociti. Inoltre dai Fos, la flora batterica presente nell’intestino produce l’acido acetico, l’acido propionico e l’acido butirrico, tutti metaboliti necessari all’alimentazione delle cellule enterociti. Infine il bolo alimentare rimane basico, permettendo la produzione del succo enterico, quindi l’attivazione degli enzimi pancreatici Tripsinogeno Chimotrisinogeno Procarbossipeptidasi, necessari alla scomposizione delle proteine. La corretta degradazione proteica ne comporta una veloce assimilazione ed evita che proteine o peptidi finiscano nel colon. Così facendo si impedisce la proliferazione dei batteri proteolitici che non avrebbero proteine da aggredire. Questo induce una minor produzione delle ammine biogene. Inoltre l’equilibrio del colon viene assicurato dalla produzione di acido lattico, ad opera dei lattobacilli ed i bifidus (nello scomporre le fibre solubili), che acidifica l’ambiente ed inibisce la crescita dei batteri patogeni (proteolitiche).

Accade oggi nel nostro intestino

La nostra alimentazione moderna si basa al 70% su zuccheri semplici e complessi. Quando i carboidrati complessi come gli amidi entrano nel nostro intestino, abbiamo bisogno dell’amilasi pancreatica e dell’enzima Ptialina per scomporre le molecole in zuccheri semplici. Purtroppo però non siamo i soli a partecipare a questo banchetto. Infatti l’eccessiva quantità di zuccheri ha richiamato nell’intestino tenue una quantità eccessiva di batteri fermentativi del tipo lattobacilli omofermentanti obbligati, che iniziano ad aggredire gli amidi. Questo genera la produzione di acido lattico che acidifica il bolo alimentare. Quando questo accade si sviluppano maggiormente le popolazioni omofermentative obbligate a discapito delle eterofermentanti obbligati, e quindi sempre più acido lattico e meno acido butirrico, acetico e propionico (cibo degli enterociti).

Ricorderete che quando il chimo fuoriesce dallo stomaco, viene reso basico per permettere il funzionamento dei succhi pancreatici (attivati dal succo enterico). L’eccessiva acidosi causata dai batteri fermentativi impedisce la disgregazione delle proteine (quindi della loro assimilazione), degli zuccheri (che rimangono a disposizione della flora batterica fermentativa) e la produzione del succo enterico (e quindi del muco protettivo dell’intestino). Queste alterazione delle funzioni dell’intestino, causano un malassorbimento dei nutrienti ed un aumento della disbiosi intestinale fermentativa, putrefattiva e da funghi.

L’aumento della disbiosi intestinale, unito all’indebolimento della mucosa protettiva, espone la parete dell’intestino ad un fenomeno pericoloso: l’iper attivazione del sistema immunitario. Questo può indurre alle intolleranze alimentari ed alle malattie dell’intestino (Sibo, candidosi, Leaky Gut Syndrome, morbo di Crohn e colon irritabile).

Le intolleranze alimentari dipendono proprio dall’eccessivo contatto di un determinato alimento (le proteine contenuto in esso) con l’epitelio formato da enterociti. E’ per questo motivo che diveniamo intolleranti verso un cibo dopo averlo mangiato ripetutamente, mentre siamo tolleranti verso il cibo che mangiamo meno spesso.

Un altro aspetto importante riguarda l’aumento delle specie proteolitiche che invece di restare nel colon incominciano ad invadere l’intestino tenue. La presenza di batteri proteolitici nell’intestino tenue causa la putrefazione delle proteine presenti nel bolo alimentare, producendo le ammine come la putrescina, la cadaverina, la spermidina (che aumentano esponenzialmente l’effetto dell’istamina) e l’istamina. Tali sostanze oltre ad attivare una risposta immunitaria in loco (gonfiore addominale, ritenzione di liquidi e difficoltà di digestione), si riversano nel torrente sanguigno. Tale effetto è amplificato anche da alimenti come vino rosso, crauti, formaggi stagionati, aceto di vino, che a loro volta sono già ricchi di ammine biogene. Purtroppo infatti, l’acidosi promossa dal consumo di carboidrati causa l’inibizione degli enzimi preposti all’inattivazione delle ammine (Dao, Pao, Mao) che l’intestino non riesce così a distruggere e che quindi si vanno a sommare a quelle prodotte dalla disbiosi intestinale.

Un altro aspetto molto importante riguarda la formazione delle nitrosammine. Difatti la disbiosi intestinale, agisce direttamente nella formazione di questi composti procancerogenici, in quanto aumenta la trasformazione dei nitrati in nitriti (ad opera dei batteri nocivi), i quali si legano alle ammine biogene formando le nitrosammine.

La medicina ufficiale sembra non interessarsi seriamente al problema, e quando lo fa, promuove informazioni errate o almeno superficiali. E’ di fronte a tutti come sia diventato di moda assumere dei probiotici (bifidus) nella falsa speranza di migliorare la funzionalità del sistema digerente e di quello immunitario.

Riassumendo

In che modo le nostre difese vengono iperstimolate? Tre solo le cause principali:

1) tramite la sindrome dell´intestino permeabile (LGS o Leacky Gut Syndrome)

Quando l´intestino è infiammato la mucosa non è più in grado di operare al 100% nella sua funzione di barriera fisico-chimica ed il risultato è che proteine non completamente scomposte in aminoacidi entrano in circolazione nei vasi mesenterici e da qui nella la vena porta. Questi peptidi si uniscono agli anticorpi e diventano immunocomplessi (CIC) che scatenano una reazione immunitaria anomala in quanto non si tratta di sostanze dannose anche se l´organismo le riconosce come tali. Inoltre sempre a causa di un intestino permeabile anche sostanze tossiche, che normalmente non avrebbero l´accesso, riescono a penetrare nel circolo sanguigno disturbando ulteriormente il sistema immunitario.



Quindi infiammazione intestinale cronica, causa di un intestino più permeabile, equivale ad una alta probabilità di sviluppare disturbi del sistema immunitario come patologie autoimmuni, allergie ed intolleranze alimentari. Un intestino permeabile inoltre è fonte di continua intossicazione del fegato visto che le tossine liposolubili che il fegato cerca di eliminare riversandole nel duodeno tramite la bile, vengono poi riassorbite invece che eliminate dall´intestino che le rimanda al fegato tramite la vena porta.

2) tramite la disbiosi intestinale

la flora batterica con cui siamo in simbiosi, svolge molti ruoli importanti, uno dei quali è il sostegno al sistema immunitario con due modalità differenti a) distruggendo direttamente batteri patogeni quindi agendo da filtro per le nostre difese e b) modulando il rilascio da parte delle cellule che ricoprono i villi intestinali di citochine proinfiammatorie e antinfiammatorie inducendo così un aumento della funzione immunitaria intestinale. Quando la flora batterica viene alterata a favore di agenti patogeni, anche la risposta immunitaria generale di tutto l´organismo viene compromessa. Spesso oggi si parla di immunomodulazione proprio riguardo ad allergie, intolleranze alimentari e patologie autoimmuni. Purtroppo non esistono farmaci nè sostanze naturali capaci di operare una corretta immunomodulazione. Tale effetto è ottenibile soltanto se mettiamo il nostro intestino nelle condizioni di ottenere naturalmente questa immunomodulazione e questo obiettivo è raggiungibile tramite gli strumenti in mano al Naturopata.

3) tramite lo sviluppo della candida albicans

La candida è un lievito (regno dei funghi) normalmente presente nel tratto gastrointestinale. Vive in equilibrio con il lattobacillus bacteria il quale oltre a sintetizzare vitamine, ridurre il colesterolo e combattere i batteri patogeni, aiuta a tenere sotto controllo la candida. Tale lievito a differenza dei nostri "batteri buoni" è presente in piccole quantità e non sembra avere funzioni importanti per il nostro intestino. E´ un parassita innocuo fintanto che la sua presenza è limitata e fino a che non sviluppa il micelio cambiando forma. Quando i fattori che la tengono sotto controllo si indeboliscono (a causa di antibiotici, eccesso di zuccheri, contraccettivi, cortisone, stress, chemioterapia ecc.) la candida si sviluppa nella sua forma patogena con micelio aderendo in profondità sulle mucose di qualunque parte del tratto digerente ed anche su quelle dei genitali. Questo lievito è la causa di un numero consistente di patologie e disturbi dalla semplice costipazione alla sclerosi multipla. Ciò per vari motivi: a) a causa delle tossine che genera come sottoprodotto del suo metabolismo b) a causa della sua occupazione dei siti recettoriali riservati agli ormoni tiroidei (causando quindi una vera e propria sintomatologia da ipotiroidismo) c) una delle tossine che genera - la acetilaldeide - altera la funzionalità dei globuli rossi diminuendone la capacità di trasportare ossigeno causando sintomi da anemia d) causando infiammazione nell´intestino e) favorendo la proliferazione di una flora batterica patogena f) inibendo la funzionalità dei linfociti T suppressor che hanno il compito di modulare o spegnere la risposta immunitaria. Da questo ultimo punto in particolare (ma per le tossine generate) si comprende l´importanza di risolvere i problemi di candida e più in generale i problemi intestinali, per chiunque abbia disturbi del sistema immunitario (patologie autoimmuni, asma, allergie, dermatiti, intolleranze alimentari).

Intestino pulito e sangue



Parlando di “scorrevolezza” a volte non si tratta solo di intestino bloccato e difficoltà ad evacuare, ma anche di fluidi del resto del corpo come sangue e liquidi linfatici.

Il sangue più viscoso o solido non ” viaggia” e non arriva perfettamente a tutte le periferie del corpo come dovrebbe, causando possibili infiammazioni in quanto non espelle tutto ciò che deve e si porta dietro: tossine e “veleni”. Tossine e “veleni” che non vengono espulsi dal corpo, creano una situazione di tossiemia o intossicazione di tutto il corpo.

Iniziamo intanto ad elencare quali conseguenze potrebbe avere il sangue non troppo fluido nel nostro corpo.

Questa situazione dipende anche dal pH del sangue: quando il sangue aumenta il pH fuori dal normale range 7,35.

Anche la pelle ne risente: il sangue che, solidificandosi, diventa anche a pH più acido non riesce più a rendere la pelle del suo colorito più sano, nè tantomeno della sua idratazione ideale.

Tra le principali patologie circolatorie possiamo ricordare Arteriosclerosi e Aterosclerosi: tra le più frequenti cause di morte dei paesi industrializzati! La viscosità del sangue è molto da tenere sotto controllo per prevenire malattie anche di grande calibro!

Se il sangue non circola a dovere, neanche la linfa riesce a scorrere ed essa è molto importante per trasportare bene i nostri alleati che creano le Difese Immunitarie!

Quindi è da sottolineare la centrale importanza della circolazione sanguigna ed i gravi, gravissimi problemi che possono derivare dal difettoso funzionamento di questo difficilissimo ”sistema autostradale” che ci percorre, lungo fino a 96.000km! Esso trasporta tutti gli ormoni, le sostanze nutritive, l’importantissima acqua e le cellule di difesa del corpo.